Gesù, il Profeta

Posted: 23 ottobre 2010 in Cristologia

Innanzitutto un chiarimento terminologico. La parola profeta nel contesto biblico non fa riferimento all’indovino o alla persona che per ispirazione, carisma o potere sovrannaturale è in grado di preannunciare il futuro. Nella Bibbia il profeta è colui che annuncia la volontà di Dio, che trasmette le parole di Dio al popolo. L’annuncio profetico non necessariamente è collegato al futuro. La funzione principale del profeta è quella di comunicare le parole e la volontà di Dio, non di preannunciare il futuro, anche se questo compito non è ovviamente escluso.

Dio promette a Mosè che susciterà un nuovo profeta come lui:

“Per te il SIGNORE, il tuo Dio, farà sorgere in mezzo a te, fra i tuoi fratelli, un profeta come me; a lui darete ascolto! [...] io farò sorgere per loro un profeta come te in mezzo ai loro fratelli, e metterò le mie parole nella sua bocca ed egli dirà loro tutto quello che io gli comanderò. Avverrà che se qualcuno non darà ascolto alle mie parole, che egli dirà in mio nome, io gliene domanderò conto”. Deuteronomio 18:15-19

Pietro davanti al popolo conferma che la promessa fatta a Mosè si è avverata in Gesù.

“Mosè, infatti, disse: “Il Signore Dio vi susciterà in mezzo ai vostri fratelli un profeta come me; ascoltatelo in tutte le cose che vi diràAtti 3:22

Gesù vede sé stesso come Rappresentante, Portavoce, Ambasciatore, Inviato di Dio; parla di sé come Proclamatore di ciò che ha ricevuto in affidamento dal Padre. Gesù vede sé stesso come Profeta:

“Chi ascolta voi ascolta me; chi respinge voi respinge me, e chi rifiuta me rifiuta Colui che mi ha mandato” Luca 10:16

“Colui che viene dall’alto è sopra tutti; colui che viene dalla terra è della terra e parla come uno che è della terra; colui che viene dal cielo è sopra tutti. Egli rende testimonianza di quello che ha visto e udito, ma nessuno riceve la sua testimonianza. Chi ha ricevuto la sua testimonianza ha confermato che Dio è veritiero. Perché colui che Dio ha mandato dice le parole di Dio; Dio infatti non dà lo spirito con misura” Giov. 3:31-34

“Gesù quindi rispose e disse loro: «In verità, in verità vi dico che il Figlio non può da se stesso far cosa alcuna, se non la vede fare dal Padre; perché le cose che il Padre fa, anche il Figlio le fa ugualmente. [...] Io non posso far nulla da me stesso; come odo, giudico; e il mio giudizio è giusto, perché cerco non la mia propria volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato. [...] Io sono venuto in nome del Padre” Gv. 5:19,30, 43.

La mia dottrina non è mia, ma di colui che mi ha mandato [...] Chi parla di suo cerca la propria gloria; ma chi cerca la gloria di colui che l’ha mandato, è veritiero” Gv 6:16,18

“Quando avrete innalzato il Figlio dell’Uomo, allora conoscerete che io sono, e che non faccio nulla da me, ma dico queste cose come il Padre mi ha insegnato. E colui che mi ha mandato è con me; egli non mi ha lasciato solo, perché faccio sempre le cose che gli piacciono” Gv. 8:28-29 (Nota: “conoscerete che io sono [egli]“, cioè, il Messia).

“vi ho detto la verità che ho udita da Dio” Gv.8:40

Io non sono venuto da me, ma è lui [Dio] che mi ha mandato” Gv. 8:42b.

L’autorità del profeta non proviene da sé ma da Dio. Il profeta non parla in nome proprio ma parla in nome di Dio. Il profeta non manda sé stesso ma viene mandato da Dio. Gesù è un vero profeta perché non parla da sé, ma parla le parole di Dio;  non agisce da sé, ma compie le opere che il Padre gli ha affidato. Gesù non fa la propria volontà, ma la volontà di Dio.

Gesù parla le parole che ha udito da Dio. Il suo messaggio viene da Dio. L’autorità di Gesù proviene da Dio. Chi crede all’annuncio di Gesù, crede a colui che l’ha mandato. Chi respinge le parole di Gesù, respinge le parole di Dio. Gesù, come nuovo Mosè, è il Rappresentante di Dio (cfr. Es. 18:19), l’Ambasciatore, il suo Profeta, ovvero, in termini giovannei, la Parola che ha rivelato Dio in modo pieno e definitivo.

Ascoltatelo!

«Quel giorno io rialzerò la capanna di Davide che è caduta,
ne riparerò i danni, ne rialzerò le rovine,
la ricostruirò com’era nei giorni antichi,
affinché possegga il resto di Edom e tutte le nazioni
sulle quali è invocato il mio nome»,
dice il SIGNORE che farà questo.
«Ecco, vengono i giorni», dice il SIGNORE,
«in cui l’aratore s’incontrerà con il mietitore,
e chi pigia l’uva con chi getta il seme;
quando i monti stilleranno mosto
e tutti i colli si scioglieranno.
Io libererò dall’esilio il mio popolo, Israele;
essi ricostruiranno le città desolate e le abiteranno;
pianteranno vigne e ne berranno il vino;
coltiveranno giardini e ne mangeranno i frutti.
Io li pianterò nella loro terra
e non saranno mai più sradicati dalla terra che io ho dato loro»,
dice il SIGNORE, il tuo Dio.

Amos 9:11-15

“Quando i tuoi [di Davide] giorni saranno compiuti e tu te ne andrai a raggiungere i tuoi padri, io innalzerò al trono dopo di te la tua discendenza, uno dei tuoi figli, e stabilirò saldamente il suo regno. Egli mi costruirà una casa, e io renderò stabile il suo trono per sempre. Io sarò per lui un padre, ed egli mi sarà figlio; e non gli ritirerò la mia grazia, come l’ho ritirata da colui che ti ha preceduto. Io lo renderò saldo per sempre nella mia casa e nel mio regno, e il suo trono sarà reso stabile per sempre” 1 Cronache 17:7-14

“L’angelo le disse: “Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco tu concepirai un figlio, e gli porrai nome Gesù. Questi sarà grande e sarà chiamato Figlio dell’Altissimo, e il Signore Dio gli darà il trono di Davide, suo padre. Egli regnerà sulla casa di di Giacobbe in eterno, e il suo regno non avrà mai fine” Luca 1:32

Dalla discendenza di lui [di Davide], secondo la promessa, Dio ha suscitato a Israele un salvatore nella persona di Gesù [...] Infatti gli abitanti di Gerusalemme e i loro capi non hanno riconosciuto questo Gesù e, condannandolo, [...] chiesero a Pilato che fosse ucciso. [...] Ma Dio lo risuscitò dai morti; [...] E noi vi portiamo il lieto messaggio che la promessa fatta ai padri, Dio l’ha adempiuta per noi, loro figli, risuscitando Gesù, come anche è scritto nel salmo secondo:
Tu sei mio Figlio,
oggi io t’ho generato
.
Siccome lo ha risuscitato dai morti, in modo che non abbia più a tornare alla decomposizione, Dio ha detto così:
Io vi manterrò le sacre e fedeli promesse fatte a Davide.
[...]
Vi sia dunque noto, fratelli, che per mezzo di lui vi è annunciato il perdono dei peccati; e, per mezzo di lui, chiunque crede è giustificato di tutte le cose, delle quali voi non avete potuto essere giustificati mediante la legge di Mosè” Atti 13:23, 27, 28, 30, 32, 34, 38.

Dichiarazioni cristologiche nella predicazione apostolica negli Atti degli ApostoliChi è Gesù (1)Chi è Gesù (2)Chi è Gesù (3)Chi è Gesù (4),Chi è Gesù (5)Chi è Gesù (6)Chi è Gesù (7).

Allora Pietro, cominciando a parlare, disse: «In verità comprendo che Dio non ha riguardi personali; a che in qualunque nazione chi lo teme e opera giustamente gli è gradito. Questa è la parola ch’egli ha diretta ai figli d’Israele, portando il lieto messaggio di pace per mezzo di Gesù Cristo. Egli è il Signore di tutti. Voi sapete quello che è avvenuto in tutta la Giudea, incominciando dalla Galilea, dopo il battesimo predicato da Giovanni; vale a dire, la storia di Gesù di Nazaret; come Dio lo ha unto di Spirito Santo e di potenza; e com’egli è andato dappertutto facendo del bene e guarendo tutti quelli che erano sotto il potere del diavolo, perché Dio era con lui. E noi siamo testimoni di tutte le cose da lui compiute nel paese dei Giudei e in Gerusalemme; essi lo uccisero, appendendolo a un legno. Ma Dio lo ha risuscitato il terzo giorno e volle che egli si manifestasse non a tutto il popolo, ma ai testimoni prescelti da Dio; cioè a noi, che abbiamo mangiato e bevuto con lui dopo la sua risurrezione dai morti. E ci ha comandato di annunciare al popolo e di testimoniare che egli è colui che è stato da Dio costituito giudice dei vivi e dei morti. Di lui attestano tutti i profeti che chiunque crede in lui riceve il perdono dei peccati mediante il suo nome». (Atti 10: 34b-43)

Questa è la parola ch’egli ha diretta ai figli d’Israele, portando il lieto messaggio di pace per mezzo di Gesù Cristo. Egli è il Signore di tutti : La parola (il logos) di Dio ai giudei è un messaggio di pace perché il Regno di Dio sarà un regno di pace e giustizia. Il Padre, per mezzo di Gesù, riconcilia giudei e gentili e offre a tutti l’ingresso nel Regno. Gesù è stato costuito Signore Messianico di tutti e il suo Regno sarà universale. Gesù ha aperto le porte del Regno a tutti. Per questo motivo, la buona notizia che Gesù stabilirà il Regno di Dio sulla terra deve essere proclamata a tutti i popoli della terra senza riguardi personali, etnici, culturali o linguistici. Anche i gentili possono dunque diventare cittadini del Regno. Prima erano estranei ai patti e alle promesse di Dio. Gesù, condannando il peccato nella carne mediante la sua morte, ha abbattuto il muro di separazione che divideva ebrei e gentili. Adesso tutti coloro che riconoscono Gesù come l’Unto di Dio, come Re Messianico, sono chiamati a diventare cittadini del Regno.

Voi sapete quello che è avvenuto in tutta la Giudea […] la storia di Gesù di Nazaret; come Dio lo ha unto di Spirito Santo e di potenza : Gesù è un uomo unto da Dio, suo Padre. Da Dio ha ricevuto il potere di fare le opere che ha fatto. Nell’Uomo di Nazaret Dio ha manifestato il suo potere e la sua volontà salvifica. Dio è la fonte di tutto ciò che Gesù ha detto o ha fatto, perciò egli è la Parola e l’Immagine di Dio che si manifesta agli uomini.

com’egli è andato dappertutto facendo del bene e guarendo tutti quelli che erano sotto il potere del diavolo, perché Dio era con lui : Pietro ribadisce ancora una volta che in Gesù era Dio chi operava. Gesù sconfigge il potere del nemico perché il potere di Dio agisce in lui. I miracoli di Gesù sono un segnale che indirizza il nostro sguardo verso il Regno e, in un certo senso, lo rendono già presente.

essi lo uccisero, appendendolo a un legno. Ma Dio lo ha risuscitato il terzo giorno : la morte e la risurrezione di Gesù al terzo giorno erano il cuore della predicazione evangelica. Con la sua morte Gesù ha sconfitto la morte. La risurrezione mette a disposizione dei credenti la vita. Gesù, il Risorto, è la vita perché solo in lui potremo partecipare della vita eterna che si manifesterà nei fedeli dopo la risurrezione.

E ci ha comandato di annunciare al popolo e di testimoniare che egli è colui che è stato da Dio costituito giudice dei vivi e dei morti. Di lui attestano tutti i profeti che chiunque crede in lui riceve il perdono dei peccati mediante il suo nome : Gesù, innalzato al di sopra di ogni forma di governo o di potere, ha ricevuto dal Padre la potestà di giudicare. Gesù, nella sua venuta, giudicherà i vivi ma anche i morti. La venuta di Gesù presuppone dunque la risurrezione dei morti. Solo coloro che avranno ricevuto il perdono dei peccati mediante la fede in Gesù come Signore Messianico entreranno nel Regno.

Dichiarazioni cristologiche nella predicazione apostolica negli Atti degli ApostoliChi è Gesù (1)Chi è Gesù (2)Chi è Gesù (3)Chi è Gesù (4),Chi è Gesù (5)Chi è Gesù (6).

“Il Dio dei nostri padri ha risuscitato Gesù che voi uccideste appendendolo al legno e lo ha innalzato con la sua destra, costituendolo Principe e Salvatore, per dare ravvedimento a Israele, e perdono dei peccati.” (Atti 5:30-31)

La predicazione di Pietro ribadisce sempre le stesse verità basilari della fede cristiana: Dio ha risuscitato Gesù e lo ha innalzato fino a costituirlo Principe e Salvatore per dare ravvedimento e perdono dei peccati.

- Gesù Principe (leggere anche qua): il ruolo di Principe o di Re è proprio del Messia. Purtroppo per i lettori moderni questa verità è andata in gran parte persa. Gesù sarà il Principe (o il Re) del Regno di Dio sulla terra. Gesù, quale principe, è al “di sopra di ogni principato, autorità, potenza, signoria e di ogni altro nome che si nomina non solo in questo secolo, ma anche in quello futuro” (Ef. 1:21). Gesù è stato esaltato al di sopra di qualsiasi altra autorità. Lui è il Principe dell’Universo. Questa è anche la verità centrale di passi come Filippesi 2. Dio ha sovranamente innalzato Gesù al di sopra di ogni nome. Gesù, a differenza di Adamo, non ha ceduto alla tentazione di voler “essere come Dio”, pur essendo in forma di Dio (cioè, immagine di Dio), ha ubbidito Dio e si è umiliato fino alla morte. Per questo Dio lo ha innalzato a Principe e Signore dell’Universo.

- Gesù Salvatore: Gesù affranca chi crede in lui dal peccato e dalla morte. Gesù libera e preserva dalla tirannia del peccato e dalla morte, perché lui stesso, per mezzo della propria morte, ha vinto il peccato e la morte. Gesù è il liberatore, colui che ha vinto la morte. Se Adamo con il suo peccato rese gli uomini schiavi del peccato, Cristo affranca dalla schiavitù e rende libero chi crede in lui. Chi viene affrancato da Gesù conosce la vera libertà, la libertà dei figli di Dio e dei figli del Regno che avranno parte nella risurrezione dei giusti.

Shalom.

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“Rimessi quindi in libertà, vennero ai loro, e riferirono tutte le cose che i capi dei sacerdoti e gli anziani avevano dette. Udito ciò, essi alzarono concordi la voce a Dio, e dissero: «Signore, tu sei colui che ha fatto il cielo, la terra, il mare e tutte le cose che sono in essi; colui che mediante lo Spirito Santo ha detto per bocca del tuo servo Davide, nostro padre:
“Perché questo tumulto fra le nazioni,
e i popoli meditano cose vane?
I re della terra si sono sollevati,
i prìncipi si sono riuniti insieme
contro il Signore e contro il suo Cristo“.
Proprio in questa città, contro il tuo santo servitore Gesù, che tu hai unto, si sono radunati Erode e Ponzio Pilato, insieme con le nazioni e con tutto il popolo d’Israele, per fare tutte le cose che la tua volontà e il tuo consiglio avevano prestabilito che avvenissero. Adesso, Signore, considera le loro minacce, e concedi ai tuoi servi di annunciare la tua Parola in tutta franchezza, stendendo la tua mano per guarire, perché si facciano segni e prodigi mediante il nome del tuo santo servitore Gesù»

Questo brano è una preghiera e non un discorso rivolto ai non cristiani, ma il suo contenuto cristologico è perfettamente in linea con il resto della predicazione apostolica negli Atti degli Apostoli.

Signore, tu sei colui che ha fatto il cielo, la terra, il mare e tutte le cose che sono in essi: Dio, il Padre, è il Creatore dell’Universo. La creazione è il fondamento dell’assoluta sovranità di Dio sul creato. Dio è degno di adorazione perché tutto quanto esiste viene dalla sua libera volontà. Inoltre, Dio non ha creato l’universo abbandonandolo a se stesso, ma lo conserva in essere in ogni istante. Senza Dio nulla potrebbe sussistere. Anche gli esseri umani come creature dipendono completamente da Dio. Ogni singolo respiro è un dono di Dio. Ogni singolo secondo di vita è un regalo divino. Tutto ciò che siamo o abbiamo è un dono di Dio.

il tuo santo servitore Gesù, che tu hai unto: Gesù è stato unto prima della sua missione messianica (Mt. 3: 13-17) e anche dopo la risurrezione, quando è stato fatto sedere alla destra di Dio, suo Padre (Atti 2:33). L’unzione è propria dei Re. Gesù è il Sovrano Messianico unto da Dio.

Gesù, pur nella sua gloriosa posizione di Signore Messianico datagli dal Padre, rimane sempre un servitore di Dio, nelle cui mani consegnerà il Regno dopo che avrà ridotto al nulla ogni principato, ogni potestà e ogni potenza, morte compresa. Quando verrà  ”la fine”, ogni cosa, lo stesso Gesù, glorificherà Dio ed esalterà il suo disegno di amore infinito. Dio sarà tutto in tutti (1 Cor. 15:24-28).

si sono radunati Erode e Ponzio Pilato, insieme con le nazioni e con tutto il popolo d’Israele: Erode e Ponzio Pilato rappresentano i re e i principi della terra. Anche il popolo d’Israele ha respinto il suo Re. Questo rifiuto di Dio, personificato nella ricusa del Grande Re Messianico Gesù, è una costante nella storia umana, anche se forse mai come ai nostri tempi l’uomo ha rinnegato Dio ed è stato sedotto in modo così esplicito dalla menzogna satanica “sarete come Dio”. L’uomo moderno, a sua insaputa, sta adempiendo le profezie bibliche riguardo all’aumento dell’empietà negli ultimi tempi. Mai come oggi, la ribellione contro Dio è stata così aperta e dichiarata. Il Regno di Dio annienterà l’orgoglio umano e distruggerà la superbia blasfema delle nazioni. C’è forse miglior descrizione della pretesa dei nostri tempi di governare come se Dio non ci fosse del Salmo 2?

“I re della terra si danno convegno

E i principi congiurano insieme

Contro il SIGNORE e contro il suo Unto, dicendo:

“Spezziamo i loro legami

e liberiamoci dalle loro catene”

Questo iniquo sistema di cose sarà distrutto da Dio. La speranza cristiana è il Regno di Dio che spazzerà via la superbia umana. La mente dell’uomo moderno è così corrotta che una simile speranza appare ai suoi occhi ridicola e assurda.

Colui che siede nei cieli ne riderà;

il Signore si farà beffa di loro.

Egli parlerà nella sua ira

e nel suo furore li renderà smarriti:

“Sono io”, dirà, “che ho stabilito il mio re

sopra Sion, mio santo monte”

Dio ride della spocchia umana che pensa di poter fare a meno di Colui che sostiene ogni secondo della vita di ogni essere umano. Il Regno di Dio sarà la dichiarazione della sovranità assuluta di Dio. Credere in Gesù, accettare Gesù come Re Messianico (Cristo), vuol dire mettere la propria speranza solo in Dio e non nella boriosa stupidità umana. Il cristiano, pur rimanendo un cittadino che adempie ai propri doveri, non dovrebbe arruolarsi in nessun esercito, né iscriversi a nessun partito politico, né mettere la propria fiducia in ideologie o filosofie di sorta. La speranza del cristiano è il Regno di Dio che avrà Gesù come Re.

Venga il tuo Regno!

Shalom.

Dichiarazioni cristologiche nella predicazione apostolica negli Atti degli ApostoliChi è Gesù (1)Chi è Gesù (2)Chi è Gesù (3)Chi è Gesù (4).

In nessun altro è la salvezza; perché non vi è sotto il cielo nessun altro nome che sia stato dato agli uomini, per mezzo del quale dobbiamo essere salvati” Atti 4:12

Gesù è l’unica via di salvezza, l’unico mediatore tra Dio e gli uomini.

- Gesù è l’unico uomo risuscitato da Dio. Il resto degli uomini dormono nel sonno della morte in attesa della risurrezione e del giudizio che avverrà nel giorno del glorioso ritorno di Gesù come Re Messianico per istituire il Regno di Dio sulla terra. Gesù è l’unico essere umano che è stato elevato ai cieli. Gesù è l’unico essere umano glorificato che si trova nella presenza di Dio.

- Gesù è stato, non solo risuscitato, ma innalzato e glorificato dal Padre come Re. Da Dio, suo Padre, Gesù ha ricevuto un nome che è al di sopra di ogni nome e ogni essere umano deve piegarsi davanti a lui e riconoscere che Gesù è il Signore, il Re Unto che governerà nel Regno di Dio.

- Gesù è l’unico essere umano che ha vinto il peccato e può presentarsi puro e immacolato davanti alla presenza di Dio. Gesù è il grande Sommo Sacerdote che intercede per noi davanti a Dio. Solo Gesù, in virtù della sua vita pura da ogni peccato, del suo sacrificio di amore sulla croce, e della sua gloriosa risurrezione, è stato designato da Dio come Sommo Sacerdote e unico Mediatore tra Dio e gli uomini.

Gesù è la salvezza di Dio per gli uomini. In nessun altro nome c’è salvezza. Gloria a Dio e al suo Messia Gesù il Signore!

Shalom.

Dichiarazioni cristologiche nella predicazione apostolica negli Atti degli Apostoli. Chi è Gesù (1)Chi è Gesù (2)Chi è Gesù (3).

Allora Pietro, pieno di Spirito Santo, disse loro: «Capi del popolo e anziani, se oggi siamo esaminati a proposito di un beneficio fatto a un uomo infermo, per sapere com’è che quest’uomo è stato guarito, sia noto a tutti voi e a tutto il popolo d’Israele che questo è stato fatto nel nome di Gesù Cristo, il Nazareno, che voi avete crocifisso, e che Dio ha risuscitato dai morti; è per la sua virtù che quest’uomo compare guarito, in presenza vostra.”

Atti 4:8-10

- nel nome di Gesù Cristo, il Nazareno, che voi avete crocifisso, e che Dio ha risuscitato dai morti: il messaggio della primitiva comunità cristiana era semplice e luminoso. Gesù il Nazareno, crocifisso dai Giudei, è stato risuscitato da Dio. Gesù è quell’Unto annunciato dai Profeti nelle Scritture. Dio lo ha risuscitato e lo ha innalzato alla sua destra come Signore.

- è per la sua virtù: cioè per la virtù del nome di Gesù.

Lo stesso Pietro dirà più avanti:

“[...] la storia di Gesù di Nazaret; come Dio lo ha unto di Spirito Santo e di potenza; e com’egli è andato dappertutto facendo del bene e guarendo tutti quelli che erano sotto il potere del diavolo” Atti 10:38

Forse ricordando quello che Gesù diceva di se stesso:

“Lo Spirito del Signore è sopra di me;

perciò mi ha unto per evangelizzare i poveri;

mi ha mandato ad annunziare la liberazione ai prigionieri,

e ai ciechi il recupero della vista;

a rimettere in libertà gli oppresi,

e a proclamare l’anno accettevole del Signore”

Luca 4:18-19

E dopo la risurrezione di Gesù, Pietro afferma “[Gesù] essendo stato esaltato dalla destra di Dio e avendo ricevuto dal Padre lo Spirito Santo promesso, ha sparso ciò che ora vedete e udite” (Atti 2:33). Come aveva promesso ai discepoli (Gv 14), Gesù manda lo Spirito e la potenza di Dio ai discepoli. Questa potenza dello Spirito di Dio si manifesta nei segni miracolosi degli apostoli. È grazie alla potenza del nome di Gesù che l’uomo infermo è stato guarito. Pietro fornisce la chiave di lettura del miracolo: Gesù, l’Unto che ha ricevuto la potenza dal Padre, ha dato la guarigione all’uomo.

I segni prodigiosi di Gesù e degli apostoli non sono autoreferenziali. Non c’è esibizionismo o gusto per il colpo ad effetto. I miracoli sono segni che annunciano il Regno. Il Regno sarà la manifestazione definitiva della Potenza di Dio. In Gesù, l’Unto Re, Dio ha manifestato la propria potenza. Gesù è diventato per noi Potenza di Dio.

Venga il tuo Regno, Signore!

Shalom

Ombra che passa

Posted: 26 novembre 2009 in Brani biblici

“L’uomo, nato da donna, vive pochi giorni, ed è sazio di d’affanni.

Spunta come un fiore, poi è reciso;

fugge come un’ombra, e non dura”

Giobbe 14:1-2

Dichiarazioni cristologiche nella predicazione apostolica negli Atti degli Apostoli.Chi è Gesù (1)Chi è Gesù (2)

Ora, fratelli, io so che lo faceste per ignoranza, come pure i vostri capi. Ma ciò che Dio aveva preannunciato per bocca di tutti i profeti, cioè, che il suo Cristo avrebbe sofferto, egli lo ha adempiuto in questa maniera. Ravvedetevi dunque e convertitevi, perché i vostri peccati siano cancellati e affinché vengano dalla presenza del Signore dei tempi di ristoro e che egli mandi il Cristo che vi è stato predestinato, cioè Gesù, che il cielo deve tenere accolto fino ai tempi della restaurazione di tutte le cose; di cui Dio ha parlato fin dall’antichità per bocca dei suoi santi profeti. Mosè, infatti, disse: “Il Signore Dio vi susciterà in mezzo ai vostri fratelli un profeta come me; ascoltatelo in tutte le cose che vi dirà. E avverrà che chiunque non avrà ascoltato questo profeta, sarà estirpato di mezzo al popolo”. Tutti i profeti, che hanno parlato da Samuele in poi, hanno anch’essi annunciato questi giorni. Voisiete i figli dei profeti e del patto che Dio fece con i vostri padri, dicendo ad Abraamo: “Nella tua discendenza tutte le nazioni della terra saranno benedette”. A voi per primi Dio, avendo suscitato il suo Servo, lo ha mandato per benedirvi, convertendo ciascuno di voi dalle sue malvagità»

- il suo Cristo avrebbe sofferto: Nessuno meglio di Isaia descrive il Servo di Yahweh:

Disprezzato e abbandonato dagli uomini,

uomo di dolore, familiare con la sofferenza,

pari a colui davanti al quale ciascuno si nasconde la faccia,

era spregiato, e noi non ne facemmo stima alcuna.

Tuttavia erano le nostre malattie che egli portava,

erano i nostri dolori quelli di cui si era caricato;

ma noi lo ritenevamo colpito,

percosso da Dio e umiliato!

Egli è stato trafitto a causa delle nostre trasgressioni,

stroncato a causa delle nostre iniquità;

il castigo, per cui abbiamo pace, è caduto su di lui

e mediante le sue lividure noi siamo stati guariti.

Noi tutti eravamo smarriti come pecore,

ognuno di noi seguiva la propria via;

ma il SIGNORE ha fatto ricadere su di lui l’iniquità di noi tutti.

Maltrattato, si lasciò umiliare

e non aprì la bocca.

Come l’agnello condotto al mattatoio,

come la pecora muta davanti a chi la tosa,

egli non aprì la bocca.

Dopo l’arresto e la condanna fu tolto di mezzo;

e tra quelli della sua generazione chi rifletté

che egli era strappato dalla terra dei viventi

e colpito a causa dei peccati del mio popolo?

che egli mandi il Cristo che vi è stato predestinato, cioè Gesù: Gesù, come dice lo stesso apostolo Pietro nel primo discorso,  “vi fu dato nelle mani per il determinato consiglio e la prescienza di Dio”. Gesù è la culminazione del disegno di salvezza voluto da Dio dall’eternità. In Gesù siamo stati eletti prima della creazione del mondo per essere santi. In Gesù l’amore di Dio ci ha predestinati ad essere adottati come figli. In Gesù, per mezzo della sua morte, abbiamo il perdono dei peccati. In Gesù siamo diventati eredi del Regno. In Gesù la volontà di Dio si è dischiusa e si è compiuta in modo perfetto.

Gesù, che il cielo deve tenere accolto fino ai tempi della restaurazione di tutte le cose: La restaurazione di tutte le cose avverrà al ritorno glorioso di Gesù sulla terra per istituire il Regno di Dio. Come l’angelo promise alla prima comunità cristiana: “Questo Gesù, che vi è stato tolto, ed è stato elevato in cielo, ritornerà nella medesima maniera in cui l’avete visto andare”. La speranza cristiana è il ritorno di Gesù sulla terra.

- di cui Dio ha parlato fin dall’antichità per bocca dei suoi santi profeti:

Gesù è l’Inviato di Dio che i profeti avevano preannunciato. Gesù non è una meteora nella storia dell’umanità. Non è qualcuno scollegato dalla storia del popolo di Israele. Per capire chi è Gesù, bisogna capire le promesse di Dio a Israele. Gesù è l’adempimento delle promesse di Dio. Gesù è un vero uomo, nato nella storia umana, e con un posto centrale nella Storia della Salvezza. Tutti i profeti conducono a Gesù.

- Mosè, infatti, disse: “Il Signore Dio vi susciterà in mezzo ai vostri fratelli un profeta come me; ascoltatelo in tutte le cose che vi dirà. E avverrà che chiunque non avrà ascoltato questo profeta, sarà estirpato di mezzo al popolo”: Pietro ricorda ai suoi ascoltatori che anche Mosè parlò del profeta che sarebbe venuto. Gesù, oltre ad essere Re e Sacerdote (ha offerto se stesso in sacrificio per il peccato) è anche Profeta. L’ultimo e definitivo profeta che annuncia il Regno di Dio ai figli di Abraamo. Gesù, quale Profeta, proclama il Regno di Dio, è lui stesso il Regno in quanto Re. Credere in Gesù vuol dire accogliere le promesse del Padre. Ricevere la lieta notizia proclamata da Gesù vuol dire aprirsi all’amore del Padre. Gesù è più di un profeta, è la Parola di Dio fatta uomo. Dio nella sua imperscutabile sapienza decise di manifestarsi pienamente tramite un uomo: Gesù di Nazaret. Questo uomo, morto e risorto, è lui stesso la grande Parola che Dio ci rivolge. Solo diventando sudditi del Regno, discepoli di Gesù, solo morendo a noi stessi e consacrandoci interamente alla sequela di Gesù, potremo avere accesso al Regno di Dio.

- Tutti i profeti, che hanno parlato da Samuele in poi, hanno anch’essi annunciato questi giorni. Voi siete i figli dei profeti e del patto che Dio fece con i vostri padri, dicendo ad Abraamo: “Nella tua discendenza tutte le nazioni della terra saranno benedette”:

L’Antico Testamento è la storia della fedeltà di Dio verso il suo popolo. La storia della salvezza è fondata sulle promesse di Dio ad Abraamo:

Il SIGNORE disse ad Abramo: «Va’ via dal tuo paese, dai tuoi parenti e dalla casa di tuo padre, e va’ nel paese che io ti mostrerò; io farò di te una grande nazione, ti benedirò e renderò grande il tuo nome e tu sarai fonte di benedizione. Benedirò quelli che ti benediranno e maledirò chi ti maledirà, e in te saranno benedette tutte le famiglie della terra».

Quando Abramo ebbe novantanove anni, il SIGNORE gli apparve e gli disse: «Io sono il Dio onnipotente; cammina alla mia presenza e sii integro; e io stabilirò il mio patto fra me e te e ti moltiplicherò grandemente». Allora Abramo si prostrò con la faccia a terra e Dio gli parlò, dicendo: «Quanto a me, ecco il patto che faccio con te; tu diventerai padre di una moltitudine di nazioni; non sarai più chiamato Abramo, ma il tuo nome sarà Abraamo, poiché io ti costituisco padre di una moltitudine di nazioni. Ti farò moltiplicare grandemente, ti farò divenire nazioni e da te usciranno dei re. Stabilirò il mio patto fra me e te e i tuoi discendenti dopo di te, di generazione in generazione; sarà un patto eterno per il quale io sarò il Dio tuo e della tua discendenza dopo di te. A te e alla tua discendenza dopo di te darò il paese dove abiti come straniero: tutto il paese di Canaan, in possesso perenne; e sarò loro Dio».

Gesù è l’adempimento dell’alleanza che Dio stabilisce con Abraamo. Gesù è il Re che renderà sicuro e stabile per sempre l’alleanza di Dio con Abraamo. Anche Davide riceve la stessa promessa.

- A voi per primi Dio, avendo suscitato il suo Servo, lo ha mandato per benedirvi, convertendo ciascuno di voi dalle sue malvagità»:

Dio ha suscitato (o risuscitato) il suo Servo Gesù. La risurrezione di Gesù è un appello alla conversione. Gesù è il Signore. Voglia Dio aprire i nostri cuori a Gesù, il Cristo di Dio. Possano le nostre vite essere un canto di lode a Dio e all’Agnello.

Shalom

Dichiarazioni cristologiche nella predicazione apostolica negli Atti degli Apostoli.

Questo post è la continuazione di  questo.

Il contenuto del primo discorso di Pietro per quanto riguarda le dichiarazioni cristologiche si potrebbe riassumere in questo modo: Gesù di Nazareth, uomo accreditato da Dio mediante segni miracolosi, crocefisso secondo il disegno e la prescienza di Dio, è stato risuscitato ed innalzato da Dio a Signore dell’Universo.

Ecco il secondo discorso di Pietro:

Pietro, visto ciò, parlò al popolo, dicendo: «Uomini d’Israele, perché vi meravigliate di questo? Perché fissate gli occhi su di noi, come se per la nostra propria potenza o pietà avessimo fatto camminare quest’uomo? Il Dio di Abraamo, di Isacco e di Giacobbe, il Dio dei nostri padri ha glorificato il suo servo Gesù, che voi metteste nelle mani di Pilato e rinnegaste davanti a lui, mentre egli aveva giudicato di liberarlo.

Gesù è il Servo di Yahweh:

“Ecco il mio servo, io lo sosterrò; il mio eletto di cui mi compiaccio; io ho messo il mio Spirito su di lui, egli manifesterà la giustizia alle nazioni. Egli non griderà, non alzerà la voce, non la farà udire per le strade. Non frantumerà la canna rotta e non spegnerà il lucignolo fumante; manifesterà la giustizia secondo verità”, proclama Isaia (42:1-3).

Yahweh ha risuscitato e glorificato il suo Servo Gesù. Adesso Gesù siede alla destra del Padre in attesa di tornare sulla terra a instaurare il Regno promesso dai profeti nelle Scritture.

Ma voi rinnegaste il Santo, il Giusto e chiedeste che vi fosse concesso un omicida; e uccideste il Principe della vita, che Dio ha risuscitato dai morti. Di questo noi siamo testimoni. E, per la fede nel suo nome, il suo nome ha fortificato quest’uomo che vedete e conoscete; ed è la fede, che si ha per mezzo di lui, che gli ha dato questa perfetta guarigione in presenza di voi tutti.

Il Santo: Gesù è il santo servitore unto da Dio (4:27,30). Gesù è il Santo per eccellenza perché è il Consacrato, l’Unto di Yahweh. “Lo Spirito Santo verrà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà dell’ombra sua; perciò, anche colui che nascerà sarà chiamato Santo, Figlio di Dio” (Lc. 1:35). Gesù è stato l’unico uomo che ha vinto il peccato. Egli, da vero uomo, ebbe in comune con tutti noi sangue e carne e vinse mediante la morte colui che aveva il potere sulla morte (Eb.2:14). Gesù è stato tentato come noi in ogni cosa senza commetere peccato (Eb. 4:15). Gesù è santo, innoncente, immacolato, separato dai peccatori ed elevato sopra i cieli (Eb 7:26). Gesù è puro di ogni colpa (Eb.9:14).

Il Giusto: Gesù è l’unico uomo che non ha mai commesso iniquità. Gesù, il Giusto, ha sofferto per gli ingiusti per condurli a Dio. Gesù è l’esempio perfetto di giustizia per la sua totale sottomissione e ubbidienza a Dio. Gesù nella sua perfetta giustizia sconfisse il peccato mediante il sacrificio di amore della propria vita in favore degli ingiusti e dei peccatori. Gesù manifesta appieno la giustizia di Dio. In Gesù la giustizia e la misericordia si baciano nel Calvario. La risurrezione di Gesù è la vittoria della giustizia e dell’amore di Dio. Questa vittoria si manifesterà in tutta la sua gloria nel Regno di Dio.

Il principe della vita: Gesù è il condottiero che ha sconfitto il peccato e la morte e ci guida alla vita. Gesù è il Capo di coloro che hanno la vita per la fede in lui. Dio dà la vita a chi crede in Gesù. In Gesù, Dio ci dà la vita, la vera vita, cioè, la vita eterna. Gesù è il Principe che conduce molti figli alla gloria, l’autore della nostra salvezza mediante la morte e la risurrezione. Gesù, il condottiero che ha sconfitto la Morte e ci offre la Vita.

Gloria a Dio a al suo Santo Servo e Principe Gesù!

Shalom

(Continuerà)

La gioia del Signore

Posted: 16 novembre 2009 in Ascolto, Brani biblici, Gioia

Allora tutto il popolo si radunò come un solo uomo sulla piazza davanti alla porta delle Acque e disse allo scriba Esdra di portare il libro della legge di Mosè, che il Signore aveva dato a Israele. Il primo giorno del settimo mese, il sacerdote Esdra portò la legge davanti all’assemblea degli uomini, delle donne e di quanti erano capaci di intendere.

La legge non è solo una questione di esperti. La legge è anche rivolta al popolo. Il popolo deve conoscere la Legge di Dio. Dio si rivolge soprattutto al popolo. Tutti coloro “capaci di intendere” devono ascoltare la parola. L’ascolto vero è già un atto di adorazione a Dio.

Lesse il libro sulla piazza davanti alla porta delle Acque, dallo spuntare della luce fino a mezzogiorno, in presenza degli uomini, delle donne e di quelli che erano capaci d’intendere; tutto il popolo tendeva l’orecchio al libro della legge. Lo scriba Esdra stava sopra una tribuna di legno, che avevano costruito per l’occorrenza, e accanto a lui stavano a destra Mattitia, Sema, Anaià, Uria, Chelkia e Maasia, e a sinistra Pedaià, Misaele, Malchia, Casum, Casbaddana, Zaccaria e Mesullàm.

La lettura pubblica della Parola è una delle cose più belle e spiritualmente proficue che si possa fare. La Parola si deve ascoltare non solo nel raccoglimento della propria stanza, ma anche in mezzo alla comunità dei credenti. L’ascolto non può non può diventare un atto solo individuale ma deve coinvolgere i credenti come insieme.

Il popolo di Israele tende l’orecchio. L’uomo moderno, nella vuota pretesa di autonomia, non sa più tendere l’orecchio alla Parola, perché  saturo di orgoglio e ribellione. Il vero ascolto richiede soprattutto umiltà.

Esdra aprì il libro in presenza di tutto il popolo, poiché stava più in alto di tutti; come ebbe aperto il libro, tutto il popolo si alzò in piedi. Esdra benedisse il Signore, Dio grande, e tutto il popolo rispose: “Amen, amen”, alzando le mani; si inginocchiarono e si prostrarono con la faccia a terra dinanzi al Signore. Giosuè, Banì, Serebia, Iamin, Akkub, Sabbetài, Odia, Maasia, Kelità, Azaria, Iozabàd, Canan, Pelaià e i leviti spiegavano la legge al popolo e il popolo stava in piedi.

Non solo le parole, ma anche i gesti parlano. Certo, dobbiamo adorare Dio con le parole e con l’intelletto, ma anche con il nostro corpo, che deve essere nell’atteggiamento giusto. Nella benedizione il popolo si prostra  con la faccia a terra in segno di riverenza, rispetto e sottomissione. Durante l’ascolto il popolo rimane in piede “dallo spuntare della luce fino a mezzogiorno”, cioè, sei ore circa!

Essi leggevano il libro della legge di Dio a brani distinti e spiegavano il senso, e così facevano comprendere la lettura. Neemia, che era il governatore, Esdra, sacerdote e scriba, e i leviti che ammaestravano il popolo dissero a tutto il popolo: “Questo giorno è consacrato al Signore, vostro Dio; non fate lutto e non piangete!”. Infatti tutto il popolo piangeva, mentre ascoltava le parole della legge. Poi Neemia disse loro: “Andate, mangiate carni grasse e bevete vini dolci e mandate porzioni a quelli che nulla hanno di preparato, perché questo giorno è consacrato al Signore nostro; non vi rattristate, perché la gioia del Signore è la vostra forza“. 11I leviti calmavano tutto il popolo dicendo: “Tacete, perché questo giorno è santo; non vi rattristate!”. Tutto il popolo andò a mangiare, a bere, a mandare porzioni e a esultare con grande gioia, perché avevano compreso le parole che erano state loro proclamate“.

La vera spiritualità è gioia. La gioia è uno dei frutti dello spirito. Una vita senza gioia è una vita senza Dio. Rallegratevi e gioite, ci esorta l’apostolo Paolo. La gioia è la nostra forza. Il Signore è la nostra gioia.

Il testo parla anche di una gioia particolare, quella che scaturisce dalla comprensione della Parola. La mia preghiera è che tutti noi possiamo sperimentare questa gioia di sapere e capire la volontà di Dio.

Shalom

Dichiarazioni cristologiche nella predicazione apostolica negli Atti degli Apostoli.

Uomini d’Israele, ascoltate queste parole! Gesù il Nazareno, uomo che Dio ha accreditato fra di voi mediante opere potenti, prodigi e segni che Dio fece per mezzo di lui, tra di voi, come voi stessi ben sapete, quest’uomo, quando vi fu dato nelle mani per il determinato consiglio e la prescienza di Dio, voi, per mano di iniqui, inchiodandolo sulla croce, lo uccideste; ma Dio lo risuscitò, avendolo sciolto dagli angosciosi legami della morte, perché non era possibile che egli fosse da essa trattenuto. Infatti Davide dice di lui:
“Io ho avuto il Signore continuamente davanti agli occhi,
perché egli è alla mia destra, affinché io non sia smosso.
Per questo si è rallegrato il mio cuore, la mia lingua ha giubilato
e anche la mia carne riposerà nella speranza;
perché tu non lascerai l’anima mia nell’Ades,
e non permetterai che il tuo Santo subisca la decomposizione.
Tu mi hai fatto conoscere le vie della vita.
Tu mi riempirai di gioia con la tua presenza”.
Fratelli, si può ben dire liberamente riguardo al patriarca Davide, che egli morì e fu sepolto; e la sua tomba è ancora al giorno d’oggi tra di noi. Egli dunque, essendo profeta e sapendo che Dio gli aveva promesso con giuramento che sul suo trono avrebbe fatto sedere uno dei suoi discendenti, previde la risurrezione di Cristo e ne parlò dicendo che non sarebbe stato lasciato nel soggiorno dei morti, e che la sua carne non avrebbe subito la decomposizione. Questo Gesù, Dio lo ha risuscitato; di ciò, noi tutti siamo testimoni. Egli dunque, essendo stato esaltato dalla destra di Dio e avendo ricevuto dal Padre lo Spirito Santo promesso, ha sparso quello che ora vedete e udite. Davide infatti non è salito in cielo; eppure egli stesso dice:
«Il Signore ha detto al mio Signore:

Siedi alla mia destra,

finché io abbia posto i tuoi nemici per sgabello dei tuoi piedi“».
Sappia dunque con certezza tutta la casa d’Israele che Dio ha costituito Signore e Cristo quel Gesù che voi avete crocifisso».

Atti 2:22-36

Commento

In questa prima predicazione petrina, Gesù viene presentato come il Messia atteso dai giudei, il Figlio di Davide in cui si adempiono le promesse che Dio aveva fatto al figlio di Iesse.

Gesù il Nazareno, uomo: Gesù, secondo Pietro, è un uomo. Un vero figlio di Davide e di Abraamo.

che Dio ha accreditato fra di voi mediante opere potenti, prodigi e segni che Dio fece per mezzo di lui: I miracoli di Gesù sono i “testimoni”che dichiarano la sua identità, il suo profondo rapporto con Dio. Dio agisce e si manifesta in Gesù. In Gesù, uomo, Dio si è manifestato agli uomini in modo pieno e definitivo. Gesù rivela le parole di Dio, Dio parla per mezzo di Gesù, Gesù è il Portavoce di Dio, è la sua Parola fatta uomo. Gesù compie le opere di Dio. Lui stesso è la grande opera dell’amore di Dio per gli uomini.

inchiodandolo sulla croce, lo uccideste: Gesù è morto sulla croce. Nel disegno di Dio, Gesù doveva morire, doveva gustare le conseguenze del peccato, lui che era senza peccato, per condannare il peccato alla morte.

ma Dio lo risuscitò: questo è il glorioso anuncio, la lieta notizia. GESÙ È RISORTO. Il peccato è stato vinto. La morte è stata vinta. C’è speranza in Gesù. In Gesù, Dio ci apre la porta della vita. Gesù stesso è la porta. Se moriamo con Gesù, risusciteremo con lui. Gesù è il vincitore del peccato e della morte.

non era possibile che egli fosse da essa trattenuto: Gesù è il Logos della Storia. In Gesù la vita acquisisce il suo vero senso. Non era possibile che la morte vincesse Gesù. Dio, nell’uomo di Nazaret, ha dimostrato la potenza e la bellezza del suo amore.

Dio gli aveva promesso con giuramento che sul suo trono avrebbe fatto sedere uno dei suoi discendenti, previde la risurrezione di Cristo e ne parlò dicendo che non sarebbe stato lasciato nel soggiorno dei morti, e che la sua carne non avrebbe subito la decomposizione. Questo Gesù, Dio lo ha risuscitato: Gesù rappresenta l’adempimento e la culminazione delle promesse che Dio aveva fatto al popolo di Israele. Non si può capire Gesù se non lo si inserisce nella storia del popolo di Israele. Gesù è un figlio di Abraamo e di Davide. Gesù è il Re promesso che si siederà sul trono di Israele.

Egli dunque, essendo stato esaltato dalla destra di Dio e avendo ricevuto dal Padre lo Spirito Santo promesso: Dio ha innalzato questo uomo di Nazaret alla sua destra. Gesù riceve dal Padre il potere del Regno.

Il Signore ha detto al mio Signore:

Siedi alla mia destra,

finché io abbia posto i tuoi nemici per sgabello dei tuoi piedi

[…]

Dio ha costituito Signore e Cristo quel Gesù che voi avete crocifisso:

Gesù è stato intronizzato. Gesù è il Re dell’Universo. Gesù ritornerà sulla terra per sederesi sul trono di Davide e costituire il Regno di Dio. Questa è la lieta notizia del Regno. Gesù è il Re e verrà per instaurare il Regno di Dio, suo Padre.

Shalom

(Continuerà)

Gesù, Figlio di Dio

Posted: 27 maggio 2008 in Cristologia

E voi chi dite che io sia? Simone Pietro rispose: Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente.

Le parole di Pietro costituiscono la più antica professione di fede cristiana e meritano un’attenta riflessione. In alcuni post precedenti mi sono soffermato sul significato di Gesù quale Cristo (Unto). In questo post cercherò di approfondire il significato dell’espressione Figlio di Dio che ricorre così spesso nella Bibbia. Capire il retroterra biblico di questo titolo è vitale per la fede cristiana, dal momento che riguarda la persona di Gesù, perno della storia della salvezza.

Un buon punto di partenza può essere questo passo dove Natan rivolge a Davide queste parole da parte del Signore:

Quando i tuoi giorni saranno compiuti e tu riposerai con i tuoi padri, io innalzerò al trono dopo di te la tua discendenza, il figlio che sarà uscito da te, e stabilirò saldamente il suo regno. Egli costruirà una casa al mio nome e io renderò stabile per sempre il trono del suo regno. Io sarò per lui un padre ed egli mi sarà un figlio” 2 Samuel 7: 12-14a.

E il testo parallelo di 1 Cronache 17:11-14.

Quando i tuoi giorni saranno compiuti e tu te ne andrai a raggiungere i tuoi padri, io innalzerò al trono dopo di te la tua discendenza, uno dei tuoi figli, e stabilirò saldamente il suo regno. Egli mi costruirà una casa, e io renderò stabile il suo trono per sempre. Io sarò per lui un padre, ed egli mi sarà figlio; e non gli ritirerò la mia grazia, come l’ho ritirata da colui che ti ha preceduto. Io lo renderò saldo per sempre nella mia casa e nel mio regno, e il suo trono sarà reso stabile per sempre

Le parole “Io sarò per lui un padre ed egli mi sarà un figlio” sono una formula di intronizzazione abituale nell’Antico Oriente. In esse Dio riconosce il Re come suo figlio adottivo. Sebbene la formula nel contesto di questo passo faccia riferimento a Salomone, erede del trono di Davide, è evidente, soprattutto nel secondo brano, la sua valenza messianica. Il Figlio di Dio per eccellenza sarà l’Unto di Dio che si siederà sul trono di Davide per instaurare il Regno di Dio sulla terra.

Nel dramma messianico del Salmo 2, ritroviamo la stessa formula:

Sono io, dirà, che ho stabilito il mio re sopra Sion, il mio monte santo. Io annunzierò il decreto: il Signore mi ha detto: Tu sei mio figlio, oggi ti ho generato” Salmo 2:6-7.

Nonostante il tumulto delle nazioni, Dio stabilirà il suo Unto (Cristo) sopra il trono di Davide e gli darà un regno perpetuo.

L’angelo Gabriele annunzia a Maria il compimento di questa promessa:

Non temere Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco, tu concepirai e partorirai un figlio, e gli porrai nome Gesù. Questi sarà grande e sarà chiamato Figlio dell’Altissimo, e il Signore Dio gli darà il trono di Davide, suo Padre. Egli regnerà sulla casa di Giacobbe in eterno, e il suo regno non avrà mai fine” Luca 1:30-33.

La Buona Novella è l’annunzio di Gesù come Unto del Signore, come Re Messianico (=Figlio di Dio), esaltato e innalzato dal Padre dopo la risurrezione.

Ecco le parole di Pietro:

E noi vi annunziamo la buona novella che la promessa fatta ai padri si è compiuta, poiché Dio l’ha attuata per noi, loro figli, risuscitando Gesù, come anche sta scritto nel salmo secondo:

Mio figlio sei tu, oggi ti ho generato.

E che Dio lo ha risuscitato dai morti, in modo che non abbia mai più a tornare alla corruzione, è quanto ha dichiarato:

Darò a voi le cose sante promesse a Davide, quelle sicure.”Atti 13: 32-34.

Dopo la risurrezione Gesù è stato intronizzato da Dio, suo Padre, quale Re e Signore.

L’autore della lettera agli Ebrei nella stessa linea afferma:

Infatti, a quale degli angeli ha mai detto: Tu sei mio figlio, oggi ti ho generato?

e anche: Io gli sarò Padre de egli mi sarà Figlio?

Gesù è stato dichiarato Figlio di Dio e riceverà il trono di Davide per regnare in perpetuo.

Paolo nell’introduzione alla lettera ai Romani afferma che mediante la risurrezione dei morti il Padre ha intronizzato Gesù come Figlio di Dio, vale a dire, come Re messianico:

“[...]il vangelo di Dio, che egli aveva già promesso per mezzo dei suoi profeti nelle sante Scritture riguardo al Figlio suo, nato dalla stirpe di Davide secondo la carne, dichiarato Figlio di Dio [cioè, intronizzato] con potenza secondo lo Spirito di santità mediante la risurrezione dei morti” Rom. 1:1-4

Lo stesso Paolo, in un famoso passo (interpretato a torto in senso trinitario), parla dell’innalzamento del Figlio a Re Messianico dopo la sua risurrezione:

Perciò Dio l’ha sovranamente innalzato e gli ha dato il nome che è al di sopra di ogni nome, affinché nel nome di Gesù si pieghi ogni ginocchio nei cieli, sulla terra, e sotto terra, e ogni lingua confessi che Gesù Cristo è il Signore, alla gloria di Dio Padre.” Filippesi 2:9-11

Gesù, innalzato a Re dell’Universo da Dio suo Padre, è il Signore (Kyrios), il primogenito della nuova creazione.

Lodato sia Gesù, il Figlio di Dio, il Re Messianico, il Signore!

Shalom.

Ascolto

Posted: 29 aprile 2008 in Ascolto

Attenti dunque a come ascoltate” (Lc 8: 18a)

Spesso facciamo finta di ascoltare la Parola, ma in realtà ascoltiamo solo noi stessi e le molteplici distorsioni generate dal nostro egoismo. Accanto all’egoismo, altri fattori che compromettono la qualità del nostro ascolto sono le preoccupazioni di questo secolo, la superficialità, i pregiudizi, l’ignoranza dolosa, la chiusura mentale, la vigliaccheria di non voler approfondire alcune verità intuite ma temute, la mancanza di fede, la paura di sbagliare.

Sono convinto però che il pericolo che può offuscare più gravemente la nostra capacità di ascolto sia la ribellione e la disubbidienza. Ogniqualvolta ci rifiutiamo di mettere in pratica ciò che abbiamo capito adducendo come pretesti schiere di scuse ragionevoli, inganniamo noi stessi e ci precludiamo ogni possibilità di progresso nel nostro cammino spirituale. Il rifiuto di mettere in pratica ciò che abbiamo ascoltato fa decadere la qualità del nostro ascolto e rende più difficile l’ascolto successivo.

E di questo renderemo certamente conto davanti a Dio.

Provvidenza

Posted: 31 agosto 2007 in "I Padri apostolici"

“Accetta come un bene le cose che ti accadono, sapendo che nulla avviene senza Dio”

Didachè III, 9 (I Padri apostolici, Città Nuova, 1976).

“Or sappiamo che tutte le cose cooperano al bene di quelli che amano Dio, i quali sono chiamati secondo il suo designio”

Romani 8:28

Terra

Posted: 12 luglio 2007 in "I Padri apostolici"

“L’uomo è terra che soffre”

Lettera di Barnaba VI, 9. (I Padri apostolici, Città Nuova, 1998 )

Forestieri e pellegrini

Posted: 29 giugno 2007 in Genealogia di Gesù

ABRAAMO

“Il Signore disse ad Abramo: “ Va’ via dal tuo paese, dai tuoi parenti e dalla casa di tuo padre, e va’ nel paese che io ti mostrerò [….]. Abramo partì, come il Signore gli aveva detto”.

“[…] e partirono verso il paese di Canaan”

“Di là si spostò verso la montagna a oriente di Betel”

“Poi Abramo partì”

“Abramo scese in Egitto”

“Abramo dunque risalì dall’Egitto […] E continuò il suo viaggio dal meridione fino Betel”

“Allora Abramo levò le sue tende e andò ad abitare alle querce di Mamre”

“Abraamo partì di là andando verso la regione meridionale, si stabilì fra Cades e Sur; poi abitò come straniero in Gherar”

“Abraamo abitò molto tempo come straniero nel paese dei Filistei”

“Prendi ora tuo figlio, il tuo unico, colui che ami, Isacco, e va’ nel paese di Moria […] Abraamo si alzò la mattina di buon’ora […] poi partì verso il luogo che Dio gli aveva indicato.”

“Poi Abraamo tornò dai suoi servi, Essi si levarono e insieme andarono a Beer-Seba e Abraamo abitò a Beer-Seba”

“Io sono straniero e di passaggio tra di voi”

 

ISACCO

“Isacco andò da Abimelec, re dei Filistei, a Gherar”

“Isacco allora partì di là, s’accampò nella valle di Gherar e vi si stabilì”

“Allora egli partì di là e scavò un altro pozzo”

“Poi di là Isacco salì a Beer-Seba”

 

GIACOBBE

“Parti, va’ a Paddam-Aram”

“Isacco fece partire Giacobbe, il quale andò a Paddam-Aram”

“Giacobbe partì da Beer-Seba e andò verso Caran”

“Poi Giaccobe si mise in cammino e andò nel paese degli orientali”

“Allora Giacobbe si alzò […] per andarsene da suo padre Isacco nel paese di Canaan.”

“Giacobbe continuò il suo cammino e gli vennero incontro degli angeli di Dio”

“Giocobbe partì alla volta di Succot”

“Poi Giaccobe, tornando da Paddam-Aram, arrivò sano e salvo alla città di Sichem, nel paese di Canaan, e piantò le tende di fronte alla città.”

“Dio disse a Giaccobe: Alzati, va’ ad abitare a Betel”

“Poi partirono da Betel”

“Poi Israele partì e piantò la sua tenda da Migdal-Eder”

“Giocobbe venne da Isacco suo padre a Mamre, a Chiriat-Arba, cioè Ebron, dove Abraamo e Isacco avevano soggiornato.”

“Giacobbe abitò nel paese dove suo padre aveva soggiornato, nel paese di Canaan”

“Israele partì con tutto quello che aveva e, giunto a Beer-Seba, offrí sacrifici al Dio d’Isacco suo padre. Dio parlò a Israele in visioni notturne, e disse: Giacobbe, Giacobbe! […] Non aver paura di scendere in Egitto, perché là ti farò diventare una grande nazione […] Allora Giacobbe partì da Beer-Seba […] Giacobbe con tutta la sua famiglia”

“Seppellitemi con i miei padri nella grotta che è nel campo di Efron, l’Ittita, nella grotta che è nel campo di Macpela, di fronte a Mamre, nel paese di Canaan, la quale Abraamo comprò, con il campo, da Efron, l’Ittita, come sepolcro di sua proprietà”.

“[...] Gesú Cristo, della stirpe di Davide, figlio di Maria, che realmente nacque, mangiò e bevve. Egli realmente fu perseguitato sotto Ponzio, realmente fu crocefisso e morì alla presenza del cielo, della terra e degli inferi. Egli realmente risuscitò dai morti poiché lo risuscitò il Padre suo e similmente il Padre suo risusciterà in Gesù Cristo anche noi che crediamo in Lui, e senza di Lui non abbiamo la vera vita.”

Lettera di Ignazio ai Tralliani, IX,1-2. (I Padri apostolici, Città Nuova, 1998 )

Isacco implorò il Signore per sua moglie Rebecca, perché ella era sterile. Il Signore l’esaudì e Rebecca, sua moglie, concepì. I bambini si urtavano nel suo grembo ed ella disse: “Se così è, perché vivo?” E andò a consultare il Signore. Il Signore le disse: “Due nazioni sono nel tuo grembo e due popoli separati usciranno dal tuo seno. Uno dei due popoli sarà più forte dell’altro, e il maggiore servirà il minore“. Gen. 25:21-23

L’amore di Dio ha aspetti insondabili che non comprendiamo appieno. Dio, nell’inscrutabilità del suo disegno, scelse gratuitamente Giacobbe e non Esaú come oggetto privilegiato del suo amore.

Paolo lo esprime così in uno dei capitoli più solenni del Nuovo Testamento:

Anche a Rebecca avvenne la medesima cosa quand’ebbe concepito figli da un solo uomo, da Isacco nostro padre; poiché, prima che i gemelli fossero nati e che avessero fatto del bene o del male (affinché rimanesse fermo il proponimento di Dio, secondo elezione, che dipende non da opere, ma da colui che chiama) le fu detto: “Il maggiore servirà il minore”; com’è scritto: “Ho amato Giacobbe e ho odiato Esaú

Che diremo dunque? Vi è forse ingiustizia in Dio? Non di certo! Poiché egli dice a Mosè: “Io avrò misericordia di chi avrò misericordia e avrò compassione di chi avrò compassione” Non dipende dunque né da chi vuole né da chi corre, ma da Dio che fa misericordia. […] Così dunque egli fa misericordia a chi vuole e indurisce chi vuole. Rom. 9:10-18

Questo passo ferisce la sensibilità dell’uomo. L’elezione sovrana di Dio viene percepita come arbitraria e ingiusta perché l’uomo, a causa del peccato, ha smarrito il senso della propria limitatezza e della propria posizione davanti a Dio, e ha innalzato se stesso come criterio ultimo di verità e di giustizia.

Per il cristiano invece, Dio in quanto creatore dell’uomo, è il criterio ultimo del bene e della giustizia. Dio è la giustizia e il bene. Dio non è buono perché fa il bene, ma il bene è ciò che Dio fa e ciò che Dio vuole. Dio è il bene assoluto.

Dio quindi ama Giacobbe e lo ama gratuitamente. L’amore di Dio non nasce dal valore o dall’amabilità dell’oggetto, ma da Dio stesso che è amore. La storia biblica è la storia dell’amore incondizionato di Dio per il suo popolo.

Infatti tu sei un popolo consacrato al Signore tuo Dio. Il Signore, il tuo Dio, ti ha scelto per essere il suo tesoro particolare fra tutti i popoli che sono sulla faccia della terra. Il Signore si è affezionato a voi e vi ha scelti, non perché foste più numerosi di tutti gli altri popoli, anzi siete meno numerosi di ogni altro popolo, ma perché il Signore vi ama. Dt. 7:6-8a.

Dio sceglie Israele, non per una qualche presunta superiorità degli israeliti, ma per manifestare la gloria della sua grazia (Ef.1:6). Giacobbe ha l’immenso privilegio di essere un vaso scelto in cui Dio manifesta il suo amore. Giacobbe nel suo essere amato rinvia all’Amato per eccellenza: Gesù.

In Gesù, Dio ha concentrato le sterminate ricchezze del proprio amore, e in lui Dio riversa anche su di noi l’immensità della sua gloriosa grazia.

Shalom.