Innanzitutto un chiarimento terminologico. La parola profeta nel contesto biblico non fa riferimento all’indovino o alla persona che per ispirazione, carisma o potere sovrannaturale è in grado di preannunciare il futuro. Nella Bibbia il profeta è colui che annuncia la volontà di Dio, che trasmette le parole di Dio al popolo. L’annuncio profetico non necessariamente è collegato al futuro. La funzione principale del profeta è quella di comunicare le parole e la volontà di Dio, non di preannunciare il futuro, anche se questo compito non è ovviamente escluso.
Dio promette a Mosè che susciterà un nuovo profeta come lui:
“Per te il SIGNORE, il tuo Dio, farà sorgere in mezzo a te, fra i tuoi fratelli, un profeta come me; a lui darete ascolto! [...] io farò sorgere per loro un profeta come te in mezzo ai loro fratelli, e metterò le mie parole nella sua bocca ed egli dirà loro tutto quello che io gli comanderò. Avverrà che se qualcuno non darà ascolto alle mie parole, che egli dirà in mio nome, io gliene domanderò conto”. Deuteronomio 18:15-19
Pietro davanti al popolo conferma che la promessa fatta a Mosè si è avverata in Gesù.
“Mosè, infatti, disse: “Il Signore Dio vi susciterà in mezzo ai vostri fratelli un profeta come me; ascoltatelo in tutte le cose che vi dirà” Atti 3:22
Gesù vede sé stesso come Rappresentante, Portavoce, Ambasciatore, Inviato di Dio; parla di sé come Proclamatore di ciò che ha ricevuto in affidamento dal Padre. Gesù vede sé stesso come Profeta:
“Chi ascolta voi ascolta me; chi respinge voi respinge me, e chi rifiuta me rifiuta Colui che mi ha mandato” Luca 10:16
“Colui che viene dall’alto è sopra tutti; colui che viene dalla terra è della terra e parla come uno che è della terra; colui che viene dal cielo è sopra tutti. Egli rende testimonianza di quello che ha visto e udito, ma nessuno riceve la sua testimonianza. Chi ha ricevuto la sua testimonianza ha confermato che Dio è veritiero. Perché colui che Dio ha mandato dice le parole di Dio; Dio infatti non dà lo spirito con misura” Giov. 3:31-34
“Gesù quindi rispose e disse loro: «In verità, in verità vi dico che il Figlio non può da se stesso far cosa alcuna, se non la vede fare dal Padre; perché le cose che il Padre fa, anche il Figlio le fa ugualmente. [...] Io non posso far nulla da me stesso; come odo, giudico; e il mio giudizio è giusto, perché cerco non la mia propria volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato. [...] Io sono venuto in nome del Padre” Gv. 5:19,30, 43.
“La mia dottrina non è mia, ma di colui che mi ha mandato [...] Chi parla di suo cerca la propria gloria; ma chi cerca la gloria di colui che l’ha mandato, è veritiero” Gv 6:16,18
“Quando avrete innalzato il Figlio dell’Uomo, allora conoscerete che io sono, e che non faccio nulla da me, ma dico queste cose come il Padre mi ha insegnato. E colui che mi ha mandato è con me; egli non mi ha lasciato solo, perché faccio sempre le cose che gli piacciono” Gv. 8:28-29 (Nota: “conoscerete che io sono [egli]“, cioè, il Messia).
“vi ho detto la verità che ho udita da Dio” Gv.8:40
“Io non sono venuto da me, ma è lui [Dio] che mi ha mandato” Gv. 8:42b.
L’autorità del profeta non proviene da sé ma da Dio. Il profeta non parla in nome proprio ma parla in nome di Dio. Il profeta non manda sé stesso ma viene mandato da Dio. Gesù è un vero profeta perché non parla da sé, ma parla le parole di Dio; non agisce da sé, ma compie le opere che il Padre gli ha affidato. Gesù non fa la propria volontà, ma la volontà di Dio.
Gesù parla le parole che ha udito da Dio. Il suo messaggio viene da Dio. L’autorità di Gesù proviene da Dio. Chi crede all’annuncio di Gesù, crede a colui che l’ha mandato. Chi respinge le parole di Gesù, respinge le parole di Dio. Gesù, come nuovo Mosè, è il Rappresentante di Dio (cfr. Es. 18:19), l’Ambasciatore, il suo Profeta, ovvero, in termini giovannei, la Parola che ha rivelato Dio in modo pieno e definitivo.
Ascoltatelo!