Dichiarazioni cristologiche nella predicazione apostolica negli Atti degli Apostoli. - Chi è Gesù (1) - Chi è Gesù (2)
Ora, fratelli, io so che lo faceste per ignoranza, come pure i vostri capi. Ma ciò che Dio aveva preannunciato per bocca di tutti i profeti, cioè, che il suo Cristo avrebbe sofferto, egli lo ha adempiuto in questa maniera. Ravvedetevi dunque e convertitevi, perché i vostri peccati siano cancellati e affinché vengano dalla presenza del Signore dei tempi di ristoro e che egli mandi il Cristo che vi è stato predestinato, cioè Gesù, che il cielo deve tenere accolto fino ai tempi della restaurazione di tutte le cose; di cui Dio ha parlato fin dall’antichità per bocca dei suoi santi profeti. Mosè, infatti, disse: “Il Signore Dio vi susciterà in mezzo ai vostri fratelli un profeta come me; ascoltatelo in tutte le cose che vi dirà. E avverrà che chiunque non avrà ascoltato questo profeta, sarà estirpato di mezzo al popolo“. Tutti i profeti, che hanno parlato da Samuele in poi, hanno anch’essi annunciato questi giorni. Voi siete i figli dei profeti e del patto che Dio fece con i vostri padri, dicendo ad Abraamo: “Nella tua discendenza tutte le nazioni della terra saranno benedette“. A voi per primi Dio, avendo suscitato il suo Servo, lo ha mandato per benedirvi, convertendo ciascuno di voi dalle sue malvagità»
Gesù è l’Inviato di Dio che i profeti avevano preannunciato. L’Antico Testamento è la storia dell’amore di Dio verso il suo popolo. Questo amore si manifesta nella chiamata di Abraamo.
Il SIGNORE disse ad Abramo: «Va’ via dal tuo paese, dai tuoi parenti e dalla casa di tuo padre, e va’ nel paese che io ti mostrerò; io farò di te una grande nazione, ti benedirò e renderò grande il tuo nome e tu sarai fonte di benedizione. Benedirò quelli che ti benediranno e maledirò chi ti maledirà, e in te saranno benedette tutte le famiglie della terra».
Quando Abramo ebbe novantanove anni, il SIGNORE gli apparve e gli disse: «Io sono il Dio onnipotente; cammina alla mia presenza e sii integro; e io stabilirò il mio patto fra me e te e ti moltiplicherò grandemente». Allora Abramo si prostrò con la faccia a terra e Dio gli parlò, dicendo: «Quanto a me, ecco il patto che faccio con te; tu diventerai padre di una moltitudine di nazioni; non sarai più chiamato Abramo, ma il tuo nome sarà Abraamo, poiché io ti costituisco padre di una moltitudine di nazioni. Ti farò moltiplicare grandemente, ti farò divenire nazioni e da te usciranno dei re. Stabilirò il mio patto fra me e te e i tuoi discendenti dopo di te, di generazione in generazione; sarà un patto eterno per il quale io sarò il Dio tuo e della tua discendenza dopo di te. A te e alla tua discendenza dopo di te darò il paese dove abiti come straniero: tutto il paese di Canaan, in possesso perenne; e sarò loro Dio».
Gesù è l’adempimento dell’alleanza che Dio stabilisce con Abraamo. Gesù è il Re che renderà sicuro e stabile per sempre l’alleanza di Dio con Abraamo. Anche Davide riceve la stessa promessa. Un suo discendente sarà unto come Re per sempre:
La tua casa e il tuo regno saranno saldi per sempre davanti a te e il tuo trono sarà reso stabile per sempre 2º Sam. 7:16
Non è così della mia casa davanti a Dio? Poich’egli ha stabilito con me un patto eterno, ben regolato in ogni punto e perfettamente sicuro. Non farà egli germogliare la mia completa salvezza e tutto ciò che io bramo? 2º Sam. 23:5
Porgete l’orecchio e venite a me; ascoltate e voi vivrete; io farò con voi un patto eterno, vi largirò le grazie stabili promesse a Davide. Is. 55:3
Io ho fatto un patto con il mio eletto; ho fatto questo giuramento a Davide, mio servo: “Stabilirò la tua discendenza in eterno ed edificherò il tuo trono per ogni età” Salmo 89:3-4
La Scrittura preannuncia, come dice l’apostolo, che prima di diventare Re, il Servo di Dio doveva soffrire.
Isaia ci parla di queste sofferenze in modo eccelso:
Egli è cresciuto davanti a lui come una pianticella,
come una radice che esce da un arido suolo;
non aveva forma né bellezza da attirare i nostri sguardi,
né aspetto tale da piacerci.
Disprezzato e abbandonato dagli uomini,
uomo di dolore, familiare con la sofferenza,
pari a colui davanti al quale ciascuno si nasconde la faccia,
era spregiato, e noi non ne facemmo stima alcuna.
Tuttavia erano le nostre malattie che egli portava,
erano i nostri dolori quelli di cui si era caricato;
ma noi lo ritenevamo colpito,
percosso da Dio e umiliato!
Egli è stato trafitto a causa delle nostre trasgressioni,
stroncato a causa delle nostre iniquità;
il castigo, per cui abbiamo pace, è caduto su di lui
e mediante le sue lividure noi siamo stati guariti.
Noi tutti eravamo smarriti come pecore,
ognuno di noi seguiva la propria via;
ma il SIGNORE ha fatto ricadere su di lui l’iniquità di noi tutti.
Maltrattato, si lasciò umiliare
e non aprì la bocca.
Come l’agnello condotto al mattatoio,
come la pecora muta davanti a chi la tosa,
egli non aprì la bocca.
Dopo l’arresto e la condanna fu tolto di mezzo;
e tra quelli della sua generazione chi rifletté
che egli era strappato dalla terra dei viventi
e colpito a causa dei peccati del mio popolo?
Gli avevano assegnato la sepoltura fra gli empi,
ma nella sua morte, egli è stato con il ricco,
perché non aveva commesso violenze
né c’era stato inganno nella sua bocca.
Ma il SIGNORE ha voluto stroncarlo con i patimenti.
Dopo aver dato la sua vita in sacrificio per il peccato,
egli vedrà una discendenza, prolungherà i suoi giorni,
e l’opera del SIGNORE prospererà nelle sue mani.
Dopo il tormento dell’anima sua vedrà la luce e sarà soddisfatto;
per la sua conoscenza, il mio servo, il giusto, renderà giusti i molti,
si caricherà egli stesso delle loro iniquità.
Perciò io gli darò in premio le moltitudini,
egli dividerà il bottino con i molti,
perché ha dato se stesso alla morte
ed è stato contato fra i malfattori;
perché egli ha portato i peccati di molti
e ha interceduto per i colpevoli.(Is. 53:2-12)
Isaia descrive le sofferenze del Servo di Yahweh. La crocefissione di Gesù, voluta dall’insondabile amore di Dio, è l’adempimento di questo passo profetico. Pietro annuncia ai giudei che ciò che era stato preannunciato dai profeti, si è verificato nella persona di Gesù. Dopo la risurrezione e l’esaltazione del Figlio, Pietro esorta gli ascoltatori (ma anche noi) a ravvedersi e convertirsi per il perdono dei peccati. Solo in Gesù c’è il perdono dei peccati. Solo nella conversione e nella fede in Gesù c’è salvezza. In Gesù, Dio ha condannato il peccato. Gesù ha vinto il peccato per mezzo della propria morte. Noi dobbiamo morire al peccato e rinascere a una nuova vita (è proprio questo che viene espresso dall’immersione battesimale). Gesù è la nostra Pasqua, la nostra liberazione dalla schiavitù del peccato e l’ingresso alla comunione con Dio.
Il cielo deve tenere accolto Gesù fino ai tempi della restaurazione, cioè, fino al tempo dello stabilimento del Regno di Dio sulla terra. Pietro ricorda ai suoi ascoltatori che anche Mosè parlò del profeta che sarebbe venuto. Gesù, oltre ad essere Re e Sacerdote (ha offerto se stesso in sacrificio per il peccato) è anche Profeta. L’ultimo e definitivo profeta che annuncia il Regno di Dio ai figli di Abraamo. Gesù, quale Profeta, proclama il Regno di Dio, è lui stesso il Regno. Credere in Gesù vuol dire accogliere le promesse del Padre. Ricevere la lieta notizia proclamata da Gesù vuol dire aprirse all’amore del Padre. Gesù è più di un profeta, è la Parola di Dio fatta uomo. Dio nella sua imperscutabile sapienza decise di manifestarsi pienamente tramite un uomo: Gesù di Nararet. Questo uomo, morto e risorto, è lui stesso la grande Parola che Dio ci rivolge. Solo diventando sudditi del Regno, discepoli di Gesù, solo morendo a noi stessi e consacrandoci interamente alla sequela di Gesù, potremo avere accesso al Regno di Dio.
Shalom.