Il SIGNORE disse ad Abramo: “Va’ via dal tuo paese, dai tuoi parenti e dalla casa di tuo padre, e va’ nel paese che io ti mostrerò; io farò di te una grande nazione, ti benedirò e renderò grande il tuo nome e tu sarai fonte di benedizione. Benedirò quelli che ti benediranno e maledirò chi ti maledirà, e in te saranno benedette tutte le famiglie della terra”. Gen. 12:1-3
Dopo questi fatti, la parola del Signore fu rivolta in visione ad Abramo, dicendo: “Non temere, Abramo, io sono il tuo scudo, e la tua ricompensa sarà grandissima”. [...] Poi lo condusse fuori e gli disse: “Guarda il cielo e conta le stelle se le puoi contare”. E soggiunse: “Tale sarà la tua discendenza”. Egli credette al Signore, che gli contò questo come giustizia. Gen. 15:1, 5-6
Quando Abramo ebbe novantanove anni, il Signore gli apparve e gli disse: “Io sono il Dio onnipotente; cammina alla mia presenza e sii integro; e io stabilirò il mio patto fra me e te e ti moltiplicherò grandemente”. Allora Abramo si prostrò con la faccia a terra e Dio gli parlò, dicendo: “Quanto a me, ecco il patto che faccio con te; tu diventerai padre di una moltitudine di nazioni; non sarai più chiamato Abramo, ma il tuo nome sarà Abraamo, poiché io ti costituisco padre di una moltitudine di nazioni. Ti farò moltiplicare grandemente, ti farò divenire nazioni e da te usciranno dei re. Stabilirò il mio patto fra me e te e i tuoi discendenti dopo di te, di generazione in generazione; sarà un patto eterno per il quale io sarò il Dio tuo e della tua discendenza dopo di te. A te e alla tua discendenza dopo di te darò il paese dove abiti come straniero: tutto il paese di Canaan, in possesso perenne; e sarò loro Dio”. Gen. 17:1-8
Io la benedirò e da lei ti darò anche un figlio; la benedirò e diventerà nazioni; re di popoli usciranno da lei”. Dio rispose: “No, Sara, tua moglie, ti partorirà un figlio e tu gli metterai il nome di Isacco. Io stabilirò il mio patto con lui, un patto eterno per la sua discendenza dopo di lui. Gen.17:16,19
Abraamo non vide mai il compimento delle grandi promesse di Dio, le salutò e le vide da lontano, per fede. Per questo motivo Abraamo è stato giustificato: la fede nella parola di Dio, nelle promesse di Dio, corrisponde alla fede nella persona che n’è la manifestazione piena e definitiva, Gesù. In Gesù, Dio dimostra la propria giustizia quando giustifica per la fede il peccatore. Gesù, figlio di Abraamo, rende possibile diventare, per la fede, figli di Abraamo e quindi anche figli di Dio. Gesù è il grande Sì dell’amore divino. In Gesù, la parola di Dio diventa essere umano. Abraamo credendo alle promesse credette anche nella persona che n’è l’espressione perfetta: Gesù. In lui diventano realtà tutte le promesse che Dio fece ad Abraamo. La morte e la risurrezione di Gesù si ergono luminose al centro della storia della redenzione. Gesù, nello sconfiggere il peccato nella carne mediante la propria morte, ha aperto la via della salvezza e del compimento di tutte le promesse di Dio. In Gesù converge tutta la storia dell’amore di Dio e diventa pura luce.
Gesù è il figlio di Abraamo, non solo secondo la carne, ma anche secondo la promessa e l’amore di Dio. In Gesù, Abraamo diventa padre di una moltitudine di nazioni e in virtù di lui tutte le famiglie della terra saranno benedette. Per questo motivo, anche i gentili, per la fede nel Figlio di Abraamo, diventano cittadini della Gerusalemme celeste, e partecipano alle benedizioni di Dio.
Le promesse fatte ad Abraamo si adempieranno pienamente quando Gesù instaurerà sulla terra il Regno di Dio. Gesù porta a compimento le promesse fatte ai padri. Gesù è il Messia, il Cristo, l’Unto atteso che manifesterà l’amore e la giustizia nel Regno di Dio.
Shalom.