Isacco implorò il Signore per sua moglie Rebecca, perché ella era sterile. Il Signore l’esaudì e Rebecca, sua moglie, concepì. I bambini si urtavano nel suo grembo ed ella disse: “Se così è, perché vivo?” E andò a consultare il Signore. Il Signore le disse: “Due nazioni sono nel tuo grembo e due popoli separati usciranno dal tuo seno. Uno dei due popoli sarà più forte dell’altro, e il maggiore servirà il minore“. Gen. 25:21-23
L’amore di Dio ha aspetti insondabili che non comprendiamo appieno. Dio, nell’inscrutabilità del suo disegno, scelse gratuitamente Giacobbe e non Esaú come oggetto privilegiato del suo amore.
Paolo lo esprime così in uno dei capitoli più solenni del Nuovo Testamento:
“Anche a Rebecca avvenne la medesima cosa quand’ebbe concepito figli da un solo uomo, da Isacco nostro padre; poiché, prima che i gemelli fossero nati e che avessero fatto del bene o del male (affinché rimanesse fermo il proponimento di Dio, secondo elezione, che dipende non da opere, ma da colui che chiama) le fu detto: “Il maggiore servirà il minore”; com’è scritto: “Ho amato Giacobbe e ho odiato Esaú”
Che diremo dunque? Vi è forse ingiustizia in Dio? Non di certo! Poiché egli dice a Mosè: “Io avrò misericordia di chi avrò misericordia e avrò compassione di chi avrò compassione” Non dipende dunque né da chi vuole né da chi corre, ma da Dio che fa misericordia. […] Così dunque egli fa misericordia a chi vuole e indurisce chi vuole. Rom. 9:10-18
Questo passo ferisce la sensibilità dell’uomo. L’elezione sovrana di Dio viene percepita come arbitraria e ingiusta perché l’uomo, a causa del peccato, ha smarrito il senso della propria limitatezza e della propria posizione davanti a Dio, e ha innalzato se stesso come criterio ultimo di verità e di giustizia.
Per il cristiano invece, Dio in quanto creatore dell’uomo, è il criterio ultimo del bene e della giustizia. Dio è la giustizia e il bene. Dio non è buono perché fa il bene, ma il bene è ciò che Dio fa e ciò che Dio vuole. Dio è il bene assoluto.
Dio quindi ama Giacobbe e lo ama gratuitamente. L’amore di Dio non nasce dal valore o dall’amabilità dell’oggetto, ma da Dio stesso che è amore. La storia biblica è la storia dell’amore incondizionato di Dio per il suo popolo.
“Infatti tu sei un popolo consacrato al Signore tuo Dio. Il Signore, il tuo Dio, ti ha scelto per essere il suo tesoro particolare fra tutti i popoli che sono sulla faccia della terra. Il Signore si è affezionato a voi e vi ha scelti, non perché foste più numerosi di tutti gli altri popoli, anzi siete meno numerosi di ogni altro popolo, ma perché il Signore vi ama”. Dt. 7:6-8a.
Dio sceglie Israele, non per una qualche presunta superiorità degli israeliti, ma per manifestare la gloria della sua grazia (Ef.1:6). Giacobbe ha l’immenso privilegio di essere un vaso scelto in cui Dio manifesta il suo amore. Giacobbe nel suo essere amato rinvia all’Amato per eccellenza: Gesù.
In Gesù, Dio ha concentrato le sterminate ricchezze del proprio amore, e in lui Dio riversa anche su di noi l’immensità della sua gloriosa grazia.
Shalom.